Poesia visiva
Italia Fine anni 50

Profilo

La poesia visiva è una tendenza diretta a rinnovare i tradizionali procedimenti di composizione poetica attraverso le qualità visive del testo e la ricerca di nuovi rapporti tra la parola e l’immagine. I testi creati da questi artisti sono generalmente brevi e debolmente strutturati. Sono testi formati da titoli, slogan, singole parole usate per il proprio intrinseco, autonomo significato. I poeti visivi non si limitano all’uso di elementi testuali, ma si avvalgono anche di materiali visivi tratti dai canali di comunicazione di massa. La pubblicità, i fotoromanzi, i rotocalchi, i fumetti. La pagina quindi prende l’aspetto di un collage, in cui il testo non serve a commentare le immagini, né queste a illustrare il testo. Entrambi gli elementi conservano i loro autonomi significati, spesso anche volutamente in conflitto.

Questo fenomeno artistico dagli anni Cinquanta si è sviluppato nel clima rovente della neo-avanguardia europea. Storicamente, fa parte di quella complessa rivisitazione dell’arte, che proprio in quegli anni ha reso “attuale” l’avanguardia storica.

Così nella p. v. si possono individuare diversi “specifici”: “poesia concreta” (significanti tipo-grafici); “poesia simbolica” (significanti grafico-verbali); “gesto poetico (parola estetica esclamata); “poesia tecnologica” (sconfinamento dell’identità del segno verbale e iconico); (“lettrismo” (reiterazioni grafico-visuali); “scrittura” (spaziature di testi manuali o tipografici); e la recente “narrative art” (un incrocio tra esistenza e memoria). Tutti questi “specifici” hanno un’unica matrice: lo spazio dilatato e ridondante della “quotidianità”, in cui la casualità e l’imprevisto forniscono (direttamente o indirettamente non importa) all’artista spunti per analisi critiche.

Per riassumere un pà il tutto direi che è importante questo concetto e sopratutto per distinguerlo dal movimento concettuale che come movimento artistico in alcuni artisti o opere potrebbe assomigliargli ma che ha dei criteri netti di divisione.Ossia che nella poesia visiva la parola si “vede” prima di essere letta . La sua costruzione estetica è primaria rispetto al contenuto, al suo significato letterale. La parola usata nel concettuale è esattamente l’opposto . Il suo significato prevale sul modo in cui è scritta , che è solo funzionale al contenuto


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