NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Dal 1988 al 1999 si dedica a particolari della pittura metafisica con grande interesse per il colore e opere per la conservazione dei documenti. Dall’anno 2000, pur continuando ad approfondire questo ciclo, affronta nuove esperienze attraverso opere con soggetti geometrici.
E’ del 2008 l’inizio di un nuovo studio, dallo stesso artista definito “Percorsi alla ricerca del colore”, che vede l’utilizzo di colori tra loro abbinati o miscelati.
Dal 2009 si cimenta nei “Percorsi nella Old Economy”, ovvero dipinti su tela con applicazione di uno o più documenti originali del 1982 o del 1983 a seconda del lavoro, documenti industriali e ancora vergati a mano, appositamente ricercati, scelti e inseriti come parte integrante dell’opera.
“OLD ECONOMY”, oltre ad essere nel suo genere unica come idea per il concetto, per il tipo di documenti utilizzati, per la tecnica con colore che traspare dalla tela sottostante, l’artista vuole che sia un punto fermo nel riconoscimento del valore sociale del puro e duro lavoro manuale, degli sforzi imprenditoriali, quando onesti e finalizzati a una sana ricrescita economica, in un momento, fra l’altro, in cui tutto il mondo subisce scosse causate dalla “New Economy”, caratterizzata anche da speculazioni sulle materie prime, prodotti finanziari più o meno sicuri e crack finanziari.
In Marzo 2011 fonda e diffonde il “MANIFESTO DELL’ART ECONOMY” (curatore del progetto culturale l’amico ed esperto d’arte Alessandro Celli).
Partecipa alle 54ª Biennale di Venezia nel 2011 con il Pluri-Bolle! da 40 bolle n.1150 dell’anno 2010.
Soggetti: temi di economia “Art Economy”, “Old Economy”, “De-Industrializzazione” “New life for old medicines”, “L’Italia è una Repubblica Fondata sul Lavoro” “Stop Time!” “After”.
STOP TIME! Inizia nell’anno 2011 con il devastante terremoto del Giappone ed è un modo per salvare le cose che ci stanno intorno e che usiamo ogni giorno, per i prossimi millenni (confezionate e piene di liquidi o solidi come li beviamo o li mangiamo).
E’ inoltre un’occasione per ricordare alle persone di cominciare dall’arte un percorso che possa “rallentare” un po’ l’arte, i mercati borsistici con la finanza in generale, e tutte le azioni intorno a noi, con il fine di dare al nostro cervello più tempo per pensare ed evitare errori causati dalla fretta e dal poco tempo per prendere decisioni.
Di solito non diamo importanza alle cose semplici di uso quotidiano che l’artista salva su tela con la sua tecnica, ma queste potrebbero rivelarsi fondamentali per noi in possibili momenti futuri, quali per esempio il verificarsi di forti eventi naturali.
AFTER… Quante opere testimonianza di migliaia di artisti vissuti nei secoli scorsi non sono giunte a noi?
Quanti artisti famosi per un determinato periodo sono poi stati dimenticati dal mercato e dai collezionisti in seguito alla variazione del genere di espressione artistica?
Quanti sono stati dimenticati in seguito al cambio generazionale, che è solita avere interessi diversi? (Difficilmente continuiamo a collezionare artisti seguiti dai nostri padri o dai nostri nonni)….
Giorgio Gost dal 2014 cerca di “salvare” le immagini che ci hanno accompagnato per decenni della nostra vita in modo semplice, mettendo tutt’intorno resina trasparente utilizzata per pavimenti industriali, che non subendo calpestio di persone e macchine operatrici, non essendo esposta a pioggia, grandine, gelo ma appesa ad una parete, si pensa possa avere una lunghissima durata senza aver bisogno di costanti interventi di manutenzione e restauro che potrebbero in molti casi risultare impossibili per problemi di reperimento fondi…
Ecco che immagini a noi familiari come i tagli su tela diventano After Fontana (oggetti e concetti che verranno ricordati nell’anno 6000 anche se gli originali non esisteranno più) le lettere alfabetiche diventano After Boetti , la lattina di Campbell’s Soup diventa After Warhol, la famosa Merda diventa After Manzoni, la piazza d’Italia Metafisica diventa After De Chirico, e poi After Vasarely, Modigliani, Balla, Botero, Hopper, Mondrian, Magnelli, Burri, Scheggi, Perilli, Dorazio, Biasi, eccetera… e ricordiamo le opere originali di Piero Gilardi, Sara Campesan, Lorenzo Piemonti, Massimo Salvadori… e, con un pizzico di ironia, si arriva ad avere anche After Giorgio Gost…
Anche questa è una solida foto scattata sul nostro tempo, che con queste “capsule del tempo” verrà ricordato nel futuro. Tecniche: oli e miste su tela con utilizzo anche di resine trasparenti chiare oppure ambrate.